Decreto 116/2025: nuova stretta sulla gestione dei rifiuti e inasprimento del regime sanzionatorio

19 Settembre 2025
Trasmissione IV copia FIR via PEC

È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 183 del 8 agosto 2025, ed è entrato in vigore il giorno successivo, il Decreto-Legge 8 agosto 2025, n. 116, “Disposizioni urgenti per il contrasto alle attività illecite in materia di rifiuti, per la bonifica dell’area denominata Terra dei Fuochi, nonché in materia di assistenza alla popolazione colpita da eventi calamitosi”, la cui conversione in legge è attesa entro il 7 ottobre 2025.

Contesto normativo

L’intervento normativo trova fondamento nella necessità di dare attuazione a quanto richiesto dalla Sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) del 30 gennaio 2025, e, in particolare, dal Servizio di esecuzione delle sentenze del Consiglio d’Europa (COE), al quale l’Italia è tenuta a presentare, entro settembre 2025, un Piano d’azione, tenendo conto della Direttiva UE 2024/1203 sulla Tutela penale dell’ambiente.

Sebbene il riferimento alla “Terra dei Fuochi” nel titolo richiami una specifica area territoriale, le disposizioni del decreto si applicano all’intero territorio nazionale e avranno impatti rilevanti su tutte le imprese e i soggetti che producono, gestiscono e/o trasportano rifiuti. 

Principali novità introdotte

Il Decreto-Legge 116/2025 modifica in modo sostanziale il quadro normativo in materia ambientale intervenendo su D.Lgs. 152/2006 s.m.i. (Codice ambiente), Regio Decreto 1398/1930 s.m.i. (Codice penale), D.Lgs. 159/2011 s.m.i. (Codice leggi antimafia), D.Lgs. 231/2001 s.m.i. (Responsabilità amministrativa Enti e società) e D.Lgs. 285/1992 s.m.i. (Codice della Strada).

Il decreto inasprisce ulteriormente il quadro sanzionatorio in materia di abbandono, gestione non autorizzata o non conforme di rifiuti, combustione illecita e spedizione illegale degli stessi, eliminando molte delle fattispecie contravvenzionali previste dal D.Lgs. 152/2006 s.m.i., ora trasformate in delitti puniti con la reclusione. Nel mirino delle nuove disposizioni rientrano anche gli adempimenti in materia di tracciabilità di rifiuti, con sanzioni incrementate in caso di omessa o incompleta tenuta del registro di carico e scarico.

Cosa devono fare le imprese

Alla luce delle modifiche introdotte, diviene ancora più importante restare aggiornate sulle ultime novità normative e adottare tutte le azioni necessarie per garantire una corretta gestione dei rifiuti trasportati, ricevuti o prodotti nel proprio impianto. Per le imprese, è fondamentale governare con rigore l’intero processo di gestione dei rifiuti, assicurando, per esempio:

  • corretta classificazione e tracciabilità;
  • deposito temporaneo conforme;
  • etichettatura imballaggio adeguati;
  • scelta di trasportatori impianti di recupero e/o smaltimento regolarmente autorizzati;
  • verifica delle autorizzazioni di tutti i soggetti coinvolti;
  • formazione del personale su normative e procedure;
  • controllo dei fornitori e degli appaltatori;
  • implementazione di un Modello 231 aggiornato con i nuovi reati ambientali.

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