Economia Circolare
Cosa si intende per Economia circolare rifiuti?
Come riportato nel sito del Parlamento Europeo, l’Economia circolare (in inglese Circular economy) è un modello di produzione e consumo che implica condivisione, prestito, riutilizzo, riparazione, ricondizionamento e riciclo dei materiali e prodotti esistenti, con l’obiettivo di estendere il più possibile il ciclo di vita. Quando un prodotto giunge al termine della sua funzione, i materiali che lo compongono vengono, laddove possibile, reintrodotti nel ciclo produttivo attraverso il riciclo e recupero, generando così ulteriore valore.
Secondo la definizione della Ellen MacArthur Foundation, l’economia circolare è un termine generico per definire un’economia pensata per potersi rigenerare da sola. In questo modello, la priorità è massimizzare la durata dei prodotti attraverso il riutilizzo, la riparazione e il riciclo, riducendo al minimo gli sprechi.
I principi dell’economia circolare si contrappongono al modello economico lineare tradizionale, basato su un processo sequenziale di estrazione, produzione, utilizzo e smaltimento. Tale modello dipende fortemente dalla disponibilità di grandi quantità di risorse naturali ed energia a basso costo. Al contrario, l’economia circolare si fonda su un ciclo virtuoso, che comprende:
- progettazione sostenibile;
- produzione con materiali riciclabili;
- distribuzione efficiente;
- consumo responsabile;
- riutilizzo e riparazione;
- raccolta e recupero dei beni a fine vita.
Per chiudere il ciclo, è necessario ripensare ogni fase dell’attività economica, intervenendo:
- sul reperimento delle risorse: privilegiare materiali riciclati per ridurre l’estrazione di nuove materie prime, limitando l’impatto su paesaggi, habitat e biodiversità;
- sulla progettazione e produzione dei prodotti: sviluppare prodotti durevoli, facilmente riparabili e riciclabili, riducendo sprechi e consumo energetico;
- sulla gestione dei rifiuti: favorire il recupero efficiente dei materiali ancora utili, inserendoli nel sistema produttivo.
Il quadro normativo
La transizione verso un’economia circolare è sostenuta da un articolato quadro normativo multilivello.
A livello internazionale, l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, adottata nel 2015, promuove modelli di produzione e consumo responsabili.
A livello europeo, nel 2020 la Commissione europea ha lanciato il Piano d’azione per una nuova economia circolare, con l’obiettivo di rendere i prodotti più sostenibili. Nel 2022 è stato pubblicato un primo pacchetto di misure per accelerare questa transizione.
A livello nazionale, l’Italia promuove l’economia circolare attraverso il Piano nazionale di ripresa e resilienza (o PNRR), collegato al Recovery Fund — Next Generation EU, di matrice europea. Il PNRR prevede riforme normative e investimenti mirati per sostenere l’adozione di modelli circolari.
L’impegno di Valli Gestioni Ambientali per l’economia circolare
Valli Gestioni Ambientali è tra le aziende che investono concretamente nell’economia circolare rifiuti, generando nuove risorse sotto forma di materia ed energia. L’azienda promuove iniziative per il riciclo e il recupero, stimola la simbiosi industriale e contribuisce alla trasformazione degli scarti in materie prime riutilizzabili in nuovi processi produttivi.
Per maggiori informazioni sulle nostre iniziative in ambito di economia circolare o per avviare una collaborazione, contattaci. Siamo a disposizione per costruire insieme un futuro più sostenibile.
Consulta le domande più ricercate
Qual’è il ruolo delle acciaierie nel ciclo di vita del rottame
Cos’è la strategia delle 5 R?
Cosa è un sottoprodotto?
Il Combustibile Solido Secondario (CSS) rientra nell’economia circolare?
Il Combustibile Solido Secondario (CSS) — disciplinato dal D.M. 14/02/2013 n. 22 come End of Waste — è ottenuto da rifiuti speciali non pericolosi selezionati (scarti industriali, plastiche miste, legno trattato) e utilizzato in sostituzione di combustibili fossili in cementifici e centrali termiche. Dal punto di vista dell’economia circolare rifiuti, il CSS ha un ruolo complementare: permette di valorizzare energeticamente le frazioni che non possono essere riciclate come materia, riducendo il ricorso alla discarica. Tuttavia, il recupero energetico (R1) è inferiore al riciclo di materia (R3-R5) nella gerarchia UE: il riciclo conserva il valore del materiale, mentre il CSS lo trasforma in energia non riutilizzabile. Il combustibile solido secondario è quindi la soluzione giusta per le frazioni irrecuperabili, non un’alternativa al riciclo. Valli Gestioni Ambientali destina a CSS solo i flussi tecnicamente non riciclabili come materia.
Come si differenzia il recupero di materia dal recupero energetico nel quadro dell’economia circolare?
Nell’economia circolare, l’obiettivo prioritario è mantenere le risorse in uso il più a lungo possibile, al massimo livello di valore. Il recupero di materia (operazioni R3-R11) — riciclo di plastica, metalli, carta, gomma, vetro — genera materie prime seconde (MPS) reintrodotte nel ciclo produttivo, conservando il valore intrinseco del materiale. Il recupero energetico (operazione R1, es. coincenerimento in cementifici o termovalorizzatori) è collocato più in basso nella gerarchia: il valore materiale viene trasformato in energia. Entrambe le opzioni sono comunque superiori allo smaltimento in discarica (D1). Valli Gestioni Ambientali massimizza le frazioni avviate a recupero di materia nell’economia circolare rifiuti: ogni kg riciclato anziché incenerito riduce le emissioni di CO₂ e il prelievo di risorse naturali vergini.
Cos’è il processo di End of Waste e quando un rifiuto cessa di essere tale?
Il concetto di End of Waste (EoW) è disciplinato dall’art. 184-ter del D.Lgs. 152/2006 (recepimento dell’art. 6 Direttiva 2008/98/CE). Un materiale cessa di essere rifiuto quando: ha subito un’operazione di recupero, soddisfa criteri tecnici di qualità (es. assenza di sostanze pericolose oltre le soglie), esiste un mercato o una domanda per quel materiale, il suo utilizzo non produce impatti negativi per ambiente o salute. A livello europeo esistono regolamenti EoW per rottami metallici (Reg. UE 333/2011) e vetro (Reg. UE 1179/2012). In Italia, il D.M. 14/02/2013 n. 22 prevede l’EoW per il Combustibile Solido Secondario (CSS). Una volta uscito dalla qualifica di rifiuto, il materiale è commerciabile come materia prima seconda nel circuito dell’economia circolare. Valli Gestioni Ambientali applica queste procedure per i propri clienti industriali.
Richiedi un preventivo
Ultime news
L’economia circolare nella gestione dei rifiuti industriali
L’economia circolare applicata alla gestione dei rifiuti industriali rappresenta un elemento cardine delle politiche europee in materia di sostenibilità. Il quadro normativo vigente, definito principalmente dalla Direttiva 2008/98/CE, dal Pacchetto Economia Circolare, dal Green Deal...
Soluzioni sostenibili per il trasporto di rifiuti speciali
Il trasporto dei rifiuti speciali costituisce una fase strategica della gestione ambientale, nella quale sicurezza, conformità normativa e riduzione dell’impatto ambientale devono essere garantite attraverso l’impiego di mezzi, tecnologie e procedure avanzate. L’evoluzione del quadro...
Rifiuti da demolizione: soluzioni per il recupero e il riutilizzo
La corretta gestione dei rifiuti da demolizione edile è disciplinata da un quadro normativo articolato, che integra disposizioni europee e nazionali con l’obiettivo di favorire il recupero dei materiali edili, ridurre gli impatti ambientali e...