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L’olio esausto è sempre classificato come rifiuto pericoloso?
Gli oli minerali usati da motori, turbine, compressori e impianti idraulici contengono idrocarburi policiclici aromatici (IPA), metalli pesanti (piombo, cadmio, rame) e altri contaminanti acquisiti durante l’esercizio: per questo sono classificati come rifiuti pericolosi indipendentemente dall’origine e dalla quantità. I codici EER principali sono: 13 01 10* (oli minerali non clorurati per circuiti idraulici), 13 02 05* (oli minerali non clorurati per motori, ingranaggi e lubrificazione), 13 02 08* (altri oli per motori, ingranaggi e lubrificazione). In Italia, la gestione degli oli usati è regolata anche dal Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati (COOU), che ha l’obbligo di ritiro degli oli raccolti dai raccoglitori autorizzati. L’olio esausto viene rigenerato tramite operazione R9 producendo basi lubrificanti nuove: un esempio concreto di economia circolare applicata ai rifiuti pericolosi liquidi. Lo smaltimento olio esausto non conforme espone a sanzioni penali.