Rifiuti speciali ospedalieri / sanitari

6 Gennaio 2022
Rifiuti speciali ospedalieri / sanitari

Aggiornato al 30 aprile 2026. Nel comparto sanitario la corretta classificazione e gestione dei rifiuti speciali è uno degli adempimenti più delicati: dalle siringhe ai farmaci scaduti, fino ai materiali a rischio infettivo, ogni tipologia ha codici CER specifici e procedure di smaltimento dedicate. In questa guida riepiloghiamo definizione, normativa, elenco CER e linee guida operative per chi opera in strutture pubbliche e private del settore.

In sintesi

  • I rifiuti speciali ospedalieri e sanitari sono regolati dal D.P.R. 254/2003 e dall’art. 227 del D.Lgs. 152/2006.
  • I codici EER di riferimento appartengono alle categorie 18.01 (umana) e 18.02 (veterinaria), oltre alla categoria 15.01 per gli imballaggi.
  • I rifiuti a rischio infettivo richiedono sterilizzazione o termodistruzione; quelli non infettivi seguono il flusso ordinario dei rifiuti speciali.
  • Dal 2026 la tracciabilità avviene tramite RENTRI, il Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti.

Per rifiuti speciali ospedalieri o sanitari si intendono quei rifiuti, derivanti da strutture pubbliche e private, che svolgono attività medica e veterinaria di prevenzione, diagnosi, cura, riabilitazione e ricerca e possono comprendere rifiuti indifferenziati, rifiuti differenziati, e rifiuti speciali sanitari.

La gestione dei rifiuti sanitari è disciplinata dal D.P.R. del 15 luglio 2003, n. 254, “Regolamento recante disciplina della gestione dei rifiuti sanitari a norma dell’art. 24 della legge 31 luglio 2002, n. 179”, come anche evidenziato all’art. 227 del D.Lgs. 152/2006.

Rifiuti speciali sanitari: elenco

Il D.P.R. 15 luglio 2003, n. 254, riporta, a titolo esemplificativo, alcuni rifiuti sanitari negli Allegati I e II, tra cui:

  • rifiuti a rischio infettivo: assorbenti igienici, pannolini pediatrici e pannoloni, bastoncini cotonati per colposcopia e pap-test, bastoncini oculari non sterili, bastoncini oftalmici di TNT, cannule e drenaggi, cateteri, raccordi, sonde, circuiti per circolazione extracorporea, ecc.;
  • rifiuti provenienti dallo svolgimento di attività di ricerca e di diagnostica batteriologica: piastre, terreni di colture ed altri presidi utilizzati in microbiologia e contaminati da agenti patogeni;
  • rifiuti taglienti: aghi, siringhe, lame, vetri, lancette pungidito, venflon, testine, rasoi e bisturi monouso;
  • contenitori vuoti: contenitori vuoti di farmaci, di farmaci veterinari, dei prodotti ad azione disinfettante, di vaccini ad antigene spento, di alimenti e di bevande, di soluzioni per infusione;
  • farmaci scaduti o inutilizzabili;
  • sostanze chimiche di scarto.

Non hai trovato quello che cerchi in questa lista? Scopri qui la lista completa dei rifiuti speciali e la loro classificazione.

Codici CER rifiuti speciali ospedalieri

A titolo esemplificativo si riportano alcuni dei codici EER che possono essere assegnati ai rifiuti sanitari.

I codici della categoria 1501 (150101, 150102, 150103, 150104, 150105, 150106, 150107, 150109) relativa agli imballaggi (compresi i rifiuti urbani di imballaggio oggetto di raccolta differenziata) e i seguenti codici specifici per la categoria dei rifiuti ospedalieri.

Categoria 18.01 — rifiuti da reparti di maternità, diagnosi, trattamento o prevenzione delle malattie negli esseri umani

  • 180101: Oggetti da taglio (eccetto 180103);
  • 180102: Parti anatomiche ed organi incluse le sacche per il plasma e le riserve di sangue (tranne 180103);
  • 180104: Rifiuti che non devono essere raccolti e smaltiti applicando precauzioni particolari per evitare infezioni (es. bende, ingessature, lenzuola, indumenti monouso, assorbenti igienici);
  • 180106*: Sostanze chimiche pericolose o contenenti sostanze pericolose;
  • 180107: Sostanze chimiche diverse da quelle di cui alla voce 180106;
  • 180108*: Medicinali citotossici e citostatici;
  • 180109: Medicinali diversi da quelli di cui alla voce 180108;
  • 180110*: Rifiuti di amalgama prodotti da interventi odontoiatrici.

Categoria 18.02 — rifiuti da ricerca, diagnosi, trattamento o prevenzione delle malattie negli animali

  • 180201: Oggetti da taglio (eccetto 180202);
  • 180202*: Rifiuti che devono essere raccolti e smaltiti applicando precauzioni particolari per evitare infezioni;
  • 180203: Rifiuti che devono essere raccolti e smaltiti non applicando precauzioni particolari per evitare infezioni;
  • 180205*: Sostanze chimiche pericolose o contenenti sostanze pericolose;
  • 180206: Sostanze chimiche diverse da quelle di cui alla voce 180205;
  • 180207*: Medicinali citotossici e citostatici;
  • 180208: Medicinali diversi da quelli di cui alla voce 180207.

L’asterisco (*) indica i codici classificati come rifiuti pericolosi.

Hai bisogno di una consulenza sui rifiuti ospedalieri per la gestione e il relativo smaltimento? Contatta un nostro esperto per qualsiasi dubbio.

Smaltimento rifiuti ospedalieri: linee guida

Il D.P.R. n. 254/2003 indica le modalità di gestione appropriate per ciascuna tipologia di rifiuti sanitari rimandando anche agli obblighi amministrativi di gestione dei rifiuti riportati nel D.Lgs. 152/2006, allo scopo di diminuirne la pericolosità, favorirne il reimpiego, il riciclaggio e il recupero e in modo tale da ottimizzarne la raccolta, il trasporto, lo smaltimento.

I rifiuti possono essere smaltiti da aziende specializzate secondo le loro diverse tipologie, che ne effettuino il solo trasporto o che ne effettuino anche la sterilizzazione o il trattamento, oppure essere presi in carico dall’azienda di igiene ambientale locale.

Termodistruzione dei rifiuti ospedalieri

In che casi si svolge la termodistruzione dei rifiuti ospedalieri? I rifiuti possono essere o meno a rischio infettivo, e nel primo caso devono subire processi di sterilizzazione o essere destinati all’incenerimento / termodistruzione. I rifiuti non a rischio infettivo sono considerati normali rifiuti e non necessitano di trattamenti particolari.

RENTRI: la tracciabilità digitale dei rifiuti sanitari

A partire dal 2026 la tracciabilità dei rifiuti speciali — inclusi quelli sanitari e ospedalieri — passa attraverso il RENTRI, il Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti istituito dal D.M. 4 aprile 2023, n. 59. Le strutture sanitarie produttrici di rifiuti speciali pericolosi rientrano tra i soggetti obbligati e devono garantire l’iscrizione, la tenuta del registro di carico e scarico in formato digitale e l’emissione del Formulario di Identificazione del Rifiuto (FIR/xFIR) secondo le modalità previste dal portale.

Ricorda che Valli Ambiente è attiva da anni nell’aiutare i propri clienti nella gestione e semplificazione delle procedure sui rifiuti speciali: contatta con fiducia un nostro esperto per maggiori informazioni.

Domande frequenti sui rifiuti speciali ospedalieri

Cosa sono i rifiuti speciali ospedalieri?

Sono i rifiuti prodotti da strutture pubbliche e private che svolgono attività medica e veterinaria di prevenzione, diagnosi, cura, riabilitazione e ricerca. La loro gestione è disciplinata dal D.P.R. 254/2003 e dall’art. 227 del D.Lgs. 152/2006.

Qual è il codice CER per i rifiuti ospedalieri?

I rifiuti ospedalieri rientrano principalmente nella categoria EER 18.01 (rifiuti da reparti di maternità, diagnosi, trattamento o prevenzione delle malattie negli esseri umani) e nella categoria 18.02 (analogo veterinario). I codici contrassegnati con asterisco — come 180103*, 180106*, 180108*, 180110* — sono classificati come pericolosi.

Chi può smaltire i rifiuti sanitari?

Solo aziende autorizzate iscritte all’Albo Nazionale Gestori Ambientali e dotate delle categorie idonee al trasporto e al trattamento di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi. Le strutture sanitarie possono affidarsi anche all’azienda di igiene ambientale locale.

I rifiuti a rischio infettivo come vengono trattati?

I rifiuti a rischio infettivo devono subire processi di sterilizzazione oppure essere destinati all’incenerimento o termodistruzione. I rifiuti non a rischio infettivo sono considerati rifiuti ordinari e non richiedono trattamenti particolari.

I rifiuti ospedalieri sono soggetti al RENTRI?

Sì. Le strutture sanitarie che producono rifiuti speciali pericolosi sono tra i soggetti obbligati all’iscrizione al RENTRI e alla tenuta del registro di carico e scarico in formato digitale, con emissione del FIR/xFIR.

Articoli correlati

Economia circolare

L’economia circolare nella gestione dei rifiuti industriali

L’economia circolare applicata alla gestione dei rifiuti industriali rappresenta un elemento cardine delle politiche europee in materia di sostenibilità. Il quadro normativo vigente, definito principalmente dalla Direttiva 2008/98/CE, dal Pacchetto Economia Circolare, dal Green Deal europeo e dal D.Lgs. 152/2006,...

Nomina consulente ADR: esenzioni anche per lo speditore ADR

Soluzioni sostenibili per il trasporto di rifiuti speciali

Il trasporto dei rifiuti speciali costituisce una fase strategica della gestione ambientale, nella quale sicurezza, conformità normativa e riduzione dell’impatto ambientale devono essere garantite attraverso l’impiego di mezzi, tecnologie e procedure avanzate. L’evoluzione del quadro regolatorio europeo e nazionale, in...

Rifiuti da demolizione: soluzioni per il recupero e il riutilizzo

La corretta gestione dei rifiuti da demolizione edile è disciplinata da un quadro normativo articolato, che integra disposizioni europee e nazionali con l’obiettivo di favorire il recupero dei materiali edili, ridurre gli impatti ambientali e garantire la tracciabilità delle operazioni...

Richiedi un preventivo

Privacy Policy
Marketing