Come si identificano i rifiuti?

I rifiuti si identificano attraverso un processo tecnico chiamato classificazione, che consente di attribuire a ogni rifiuto un codice EER (Elenco Europeo dei Rifiuti).

L’identificazione avviene considerando principalmente tre elementi:

  1. Origine del rifiuto
  • attività o processo che lo ha generato;
  • questo è il primo criterio per individuare il capitolo EER.
  1. Composizione e caratteristiche
  • sostanze presenti nel rifiuto;
  • proprietà chimiche e fisiche;
  • eventuale presenza di sostanze pericolose.
  1. Pericolosità
  • verifica delle caratteristiche di pericolo (HP);
  • scelta tra codice pericoloso (con asterisco *) o non pericoloso.

L’identificazione si completa con l’attribuzione del codice EER a 6 cifre, che definisce in modo univoco la tipologia del rifiuto e le modalità di gestione.

Si tratta di un passaggio fondamentale, perché da questa identificazione derivano tutte le successive attività: gestione, trasporto, recupero o smaltimento.

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