Il codice CER (Catalogo Europeo dei Rifiuti) è il riferimento numerico a sei cifre attraverso cui la normativa identifica ogni tipologia di rifiuto, definendone la provenienza e, dove previsto, la pericolosità. Questa guida raccoglie i codici CER più utilizzati per materiale e per attività, come riferimento pratico complementare alla nostra pagina di Classificazione EER, dove sono illustrati i criteri generali del sistema di classificazione europeo.
In sintesi
- Il codice CER è composto da tre coppie di cifre: capitolo, sottocapitolo, voce specifica.
- La base giuridica di riferimento è la Decisione 2000/532/CE, come da ultimo modificata dalla Decisione (UE) 2025/934, recepita in Italia nell’allegato D alla Parte IV del D.Lgs. 152/2006; le caratteristiche di pericolo (HP1-HP15) sono definite dal Regolamento UE 1357/2014.
- I codici contrassegnati da asterisco (*) identificano i rifiuti pericolosi.
- La corretta attribuzione del codice CER richiede spesso un’analisi chimico-fisica del rifiuto, non solo la conoscenza della sua origine.
Cos’è il codice EER e a cosa serve
Il Catalogo Europeo dei Rifiuti (CER), oggi formalmente Elenco Europeo dei Rifiuti (EER), attribuisce a ogni tipologia di rifiuto un codice identificativo utilizzato in tutti i documenti previsti dalla normativa ambientale: formulario di identificazione rifiuti, registro di carico e scarico, MUD e, dal 13 febbraio 2025, le registrazioni cronologiche nel RENTRI. Il codice determina inoltre le modalità di trasporto, le operazioni di recupero o smaltimento ammesse e gli obblighi di tracciabilità applicabili.
Come è strutturato il codice EER
Il codice EER è composto da tre coppie di cifre:
- Le prime due cifre individuano il capitolo, ossia il macro-settore o processo produttivo di origine (es. capitolo 17 per i rifiuti da costruzione e demolizione, capitolo 15 per imballaggi, capitolo 16 per rifiuti non specificati altrimenti);
- le successive due cifre individuano il sottocapitolo, cioè il processo specifico all’interno del capitolo;
- le ultime due cifre individuano la voce specifica del rifiuto.
Quando il codice è seguito da un asterisco (*), il rifiuto è classificato come pericoloso ai sensi delle caratteristiche di pericolo HP1-HP15 definite dal Regolamento UE 1357/2014. Per alcune voci, la normativa prevede coppie di codici speculari (pericoloso/non pericoloso) da attribuire in base alla concentrazione di sostanze pericolose accertata tramite analisi chimico-fisica.
Come cercare il codice CER giusto per materiale
L’attribuzione del codice CER non dipende solo dalla natura fisica del rifiuto, ma anche dal processo produttivo che lo ha generato. Per questo motivo, la ricerca per materiale (es. “codice CER cartongesso”, “codice CER macerie”) va sempre incrociata con l’attività di provenienza. Per i criteri generali del sistema EER e per la consulenza sulla classificazione, si rimanda alla pagina Elenco Europeo dei Rifiuti.
Codici CER più ricorrenti nei rifiuti industriali e da costruzione
Di seguito una selezione dei capitoli e delle voci più frequenti nella gestione di rifiuti industriali e da cantiere, ambito in cui opera Valli Gestioni Ambientali:
| Codice CER | Descrizione |
| 17 01 01 | Cemento |
| 17 01 03 | Mattonelle e ceramiche (es. piastrelle) |
| 17 01 07 | Miscugli di cemento, mattoni, mattonelle e ceramiche, diversi da quelli di cui alla voce 17 01 06* |
| 17 04 | Metalli ferrosi e non ferrosi (incluse le loro leghe) |
| 17 09 04 | Rifiuti misti dell’attività di costruzione e demolizione, diversi da quelli di cui alle voci 17 09 01*, 17 09 02* e 17 09 03* |
| 15 01 06 | Imballaggi in materiali misti |
| 16 01 03 | Pneumatici fuori uso |
Per la disamina completa dei codici relativi ai rifiuti da edilizia, incluso il sotto-cluster cartongesso/macerie/inerti, rimandiamo al nostro approfondimento dedicato.
Perché affidarsi a un consulente per la classificazione CER
Un’errata attribuzione del codice CER espone l’azienda produttrice a responsabilità amministrative e, nei casi più gravi, penali, oltre a comportare il respingimento del rifiuto da parte dell’impianto di destinazione. Valli Gestioni Ambientali supporta le imprese nella corretta classificazione dei rifiuti prodotti, avvalendosi della collaborazione con un laboratorio di analisi chimico-fisiche per la caratterizzazione dove richiesta dalla normativa. Per approfondire i servizi disponibili, consultare le pagine Consulenza rifiuti e Gestione rifiuti.
Domande frequenti sui codici EER
Il codice EER lo assegna il produttore o il trasportatore del rifiuto?
La responsabilità dell’attribuzione del codice EER è del produttore del rifiuto, che meglio conosce il processo produttivo di origine. Il trasportatore e l’impianto di destinazione possono richiedere verifiche o documentazione a supporto della classificazione dichiarata.
Cosa significa l’asterisco accanto a un codice EER?
L’asterisco (*) indica che il rifiuto è classificato come pericoloso ai sensi delle caratteristiche di pericolo HP1-HP15 stabilite dal Regolamento UE 1357/2014.
Un rifiuto può avere più di un codice EER possibile?
Sì, per diverse tipologie di rifiuto la normativa prevede coppie di codici speculari, uno pericoloso e uno non pericoloso: la scelta dipende dalla concentrazione di sostanze pericolose accertata tramite analisi chimico-fisica del rifiuto.
Dove si utilizza il codice EER una volta attribuito?
Il codice EER compare nel formulario di identificazione rifiuti (FIR), nel registro di carico e scarico, nel MUD e, per i soggetti obbligati, nelle registrazioni cronologiche del RENTRI.