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Come smaltire i DPI utilizzati nei luoghi di lavoro
18 Ottobre 2021

Come smaltire i DPI utilizzati nei luoghi di lavoro

Le linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) tracciate nel documento intitolato le Indicazioni ad interim su gestione e smaltimento di mascherine e guanti monouso provenienti da utilizzo domestico e non domestico, distinguono due tipi di rifiuti: quelli a uso domestico e quelli a uso non domestico

Così l'Istituto:

«Per quelle attività lavorative per le quali esistono già flussi di rifiuti assimilati ai rifiuti urbani indifferenziati (codice EER 20 03 01), si raccomanda il conferimento di mascherine e guanti monouso con tali rifiuti. Per le attività lavorative che non hanno già flussi di rifiuti assimilati ai rifiuti urbani indifferenziati, il codice in grado di rappresentare meglio la tipologia di rifiuto costituito dalle mascherine e i guanti monouso è l’EER 15 02 03.

Considerando la natura dei materiali utilizzati, per tali dispositivi di protezione, e che questi rispondono ad una esigenza di tutela della salute pubblica e non di particolari categorie di lavoratori esposti a specifici rischi professionali e considerato anche il carattere transitorio del loro utilizzo, la loro assimilazione a rifiuti urbani appare una ulteriore possibilità alla quale fare ricorso con il fine di sgravare sia le aziende sia le attività pubbliche e private da eventuali complicazioni di carattere economico e gestionale.

Si raccomanda, in ogni caso, di predisporre regole e procedure opportune per indicare ai lavoratori di NON gettare i guanti e le mascherine monouso in contenitori non dedicati a questo scopo, quali, per esempio, cestini individuali dei singoli ambienti di lavoro, o cestini a servizio di scrivanie o presenti lungo 5 corridoi, nei locali di ristoro, nei servizi igienici o presenti in altri luoghi frequentati e frequentabili da più soggetti.

La frequenza di ricambio dei sacchi interni ai contenitori dipenderà dal numero di mascherine e guanti monouso utilizzati quotidianamente nonché dal tipo di contenitori/sacchi messi a disposizione dal datore di lavoro.».

Il rapporto fornisce anche raccomandazioni sulle caratteristiche, posizionamento e movimentazione dei contenitori per la raccolta, i quali devono essere ben identificati, posizionati in prossimità delle uscite dai luoghi di lavoro, in zona con adeguato ricambio d'aria e protetti da agenti atmosferici.

Contenitori per evitare il contatto diretto con i DPI

Risultano, inoltre, raccomandati i contenitori che minimizzano il contatto diretto del lavoratore che si disfi della mascherina o guanto e che garantiscano un'adeguata areazione.

Il prelievo del sacco contenente i rifiuti deve avvenire solo dopo chiusura dello stesso con nastro adesivo o lacci, raccomandando di spruzzare prodotto sanificante all'interno prima di chiuderlo. 

Ulteriori disposizioni in materia sono contenute nella legge 17 luglio 2020, n. 77, di  conversione del D.L. n. 34/2020 (cosiddetto decreto "rilancio"). All'art. 229-bis il legislatore si pone il problema dell'aumento dei rifiuti derivante dall'utilizzo diffuso di mascherine e guanti, rimandando a future linee guida del Ministero dell'Ambiente per la definizione di misure riguardanti:

  • a) specifiche modalità di raccolta presso gli esercizi della grande distribuzione, le grandi utenze del settore terziario, le pubbliche amministrazioni;
  • b) specifiche modalità di raccolta dei dispositivi utilizzati dagli operatori di altre attività economiche.

Altre caratteristiche e raccomandazioni per DPI da lavoro 

La legge promuove, inoltre: 

  • la prevenzione, il riuso e il riciclo dei dispositivi di protezione; 
  • l'adozione di protocolli per la disinfezione dei dispositivi al fine di prolungarne la durata;
  • la progettazione di sistemi dedicati alla raccolta;
  • la ricerca di mezzi tecnologici per il recupero di materia da questi dispositivi;
  • test e prove finalizzati a dimostrare il mantenimento delle caratteristiche dei prodotti monouso ricondizionati.

A queste disposizioni nazionali si aggiungono una serie di ordinanze regionali, emanate su indicazione della circolare del Ministero dell'ambiente 30 marzo 2020, n. 22276 e in forza del D.Lgs. 152/2006, per autorizzare forme speciali di gestione dei rifiuti sul proprio territorio. La finalità è, più che altro, quella di ampliare i volumi del deposito temporaneo, la capacità annua di stoccaggio di impianti e discariche e la capacità termica degli inceneritori per poter gestire meglio l'aumento dei volumi e scongiurare un blocco degli impianti e quindi di un servizio essenziale. 

 

Sicurezza e protezione della persona, soprattutto in ambienti di lavoro, sono argomenti che meritano particolare attenzione e necessitano di rigide procedure nel contesto emergenziale in atto. Ecco perché anche Valli Gestioni Ambientali, nell’intreccio delle misure legislative nazionali e regionali, si è occupata della stesura di una circolare che esamina diversi casi e comportamenti da seguire quando si parla di smaltimento di rifiuti da DPI monouso.

Valli Gestioni Ambientali può occuparsi di smaltimento dei DPI non potenzialmente infetti con codice CER 15 02 03, ma anche di organizzare il servizio di raccolta rifiuti speciali pericolosi a rischio infettivo con codice CER 18 01 03. Contattaci per ricevere maggiori informazioni.

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